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<oembed><version>1.0</version><provider_name>Laborest</provider_name><provider_url>https://laborest.com/it/</provider_url><title>Infertilit&#xE0; maschile: un aiuto dalla nutrizione - Laborest</title><type>rich</type><width>600</width><height>338</height><html>&lt;blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="ZJQnmi1BwK"&gt;&lt;a href="https://laborest.com/it/infertilita-maschile-un-aiuto-dalla-nutrizione/"&gt;Infertilit&#xE0; maschile: un aiuto dalla nutrizione&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;iframe sandbox="allow-scripts" security="restricted" src="https://laborest.com/it/infertilita-maschile-un-aiuto-dalla-nutrizione/embed/#?secret=ZJQnmi1BwK" width="600" height="338" title="&#x201C;Infertilit&#xE0; maschile: un aiuto dalla nutrizione&#x201D; &#x2014; Laborest" data-secret="ZJQnmi1BwK" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" class="wp-embedded-content"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;script&gt;
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A ci&#xF2; aggiungiamo che, secondo gli studi epidemiologici, circa il 15% delle coppie in et&#xE0; fertile nei paesi occidentali &#xE8; affetto da infertilit&#xE0;. Ricordiamo al proposito che si definisce infertile la coppia che non &#xE8; in grado di concepire dopo 1-2 anni di rapporti sessuali regolari e non protetti (2). Come risolvere il problema Un aiuto concreto pu&#xF2; arrivare da un corretto approccio nutrizionale. Ma per capire meglio le strategie utili per affrontare il problema dell&#x2019;infertilit&#xE0; maschile &#xE8; necessario inquadrare il problema dal punto di vista della moderna andrologia. Il Ministero della Salute, al riguardo, distingue tra i trattamenti eziologici, ovvero centrati sulla causa, e quelli empirici quando non &#xE8; possibile individuare la causa. Ci&#xF2; riguarda circa il 30% dei casi di infertilit&#xE0; maschile, cosiddetta idiopatica. Il trattamento empirico pone in atto una serie di interventi, anche di natura nutrizionale, per migliorare la quantit&#xE0; e la qualit&#xE0; degli spermatozoi. In queste circostanze &#xE8; frequente l&#x2019;uso di sostanze antiossidanti, vitamine e, in casi selezionati, anche di alcuni ormoni (3). Di fatto, in seguito alla visita andrologica ci si avvale di diverse modalit&#xE0; diagnostiche, in primis l&#x2019;analisi del liquido seminale o spermiogramma e, se necessario un esame non invasivo come l&#x2019;ecocolordoppler. Innanzitutto, correggiamo gli errori L&#x2019;eliminazione delle cattive abitudini &#xE8; il punto di partenza per migliorare qualit&#xE0; e quantit&#xE0; degli spermatozoi. Primo fra tutti &#xE8; necessario evitare il fumo di sigaretta, alcuni studi hanno infatti correlato il fumo di sigaretta ad una diminuzione del 20% degli spermatozoi. Via anche l&#x2019;alcool, causa della riduzione della produzione del testosterone. Altro elemento da gestire &#xE8; il peso, gli estremi obesit&#xE0; o eccessiva magrezza possono influenzare in maniera importante la capacit&#xE0; riproduttiva. &#xC8; quindi essenziale correggere le abitudini alimentari. Gli spermatozoi infatti, come tutte le cellule, richiedono un adeguato apporto delle giuste sostanze nutritive, per migliorare il loro funzionamento e aumentare le probabilit&#xE0; di concepimento. Importante prendere in considerazione una dieta che preveda un buon apporto di sostanze antiossidanti e vitamine, ma non solo. A supporto della vitalit&#xE0; degli spermatozoi L&#x2019;azione protettiva antiossidante &#xE8; fondamentale per mantenere attivi i mitocondri, le centraline energetiche presenti in gran numero negli spermatozoi. Queste cellule, per essere vitali e svolgere il loro compito hanno infatti bisogno di molta energia. Ma i mitocondri sono purtroppo estremamente sensibili allo stress ossidativo, che pu&#xF2; andare ad alterare il metabolismo energetico e vanificare i tentativi di concepimento (5,6). Tra le sostanze utili a preservare il corretto funzionamento mitocondriale vi &#xE8; l&#x2019;acido &#x3B1;-lipoico, una molecola dall&#x2019;azione antiossidante e un importante cofattore enzimatico coinvolto nel ciclo energetico cellulare. Un&#x2019;altra molecola &#xE8; il mioinositolo, che sembra agire sullo spermatozoo migliorandone la motilit&#xE0; e di conseguenza il funzionamento. Anche il coenzima Q10 fornisce una protezione antiossidante cos&#xEC; come la vitamina B2 e i minerali come il selenio. Da notare, inoltre, che, come osservato nella pratica clinica, l&#x2019;infertilit&#xE0; maschile pu&#xF2; essere associata ad un aumento dell&#x2019;aminoacido omocisteina che pu&#xF2; indurre stress ossidativo e danno delle pareti vasali compromettendo la fertilit&#xE0; e aprendo la strada alle malattie cardiovascolari. Per normalizzare il metabolismo dell&#x2019;omocisteina si consiglia l&#x2019;assunzione di vitamina B6, B12 e folati. Infine, tra i minerali consigliati non dimentichiamo lo zinco, oligoelemento che contribuisce al mantenimento di normali livelli di testosterone nel sangue, alla normale fertilit&#xE0; e alla normale riproduzione. &nbsp; &nbsp; Bibliografia 1. Mazzilli F et al. Societ&#xE0; italiana di Andrologia e Medicina della sessualit&#xE0; (SIAMS). Infertilit&#xE0; classificazione ed epidemiologia. www.siams.info 2. La Vignera S et al. Societ&#xE0; italiana Embrologia Riproduzione e Ricerca (SIRR) Fattori di rischio dell&#x2019;infertilit&#xE0; maschile. www.sierr.it 3. Ministero della Salute. Terapia dell&#x2019;infertilit&#xE0; maschile. www.salute.gov.it 4. Ministero della Salute. Uomo e fertilit&#xE0; (Fertility Day &#x2013; Parliamo di salute). www.salute.gov.it 5. Vicari E, et al. Terapia ormonale e non ormonale nell&#x2019;infertilit&#xE0; maschile: indicazioni e nuove prospettive. Contraccezione Fertilit&#xE0; Sessualit&#xE0; 2006; 33: 236-42 6. Condorelli RA, et al. Myoinositol: does it improve sperm mitochondrial function and sperm motility? Urology 2012; 79(6): 1290-5</description></oembed>
