Tendine d'Achille: la guida per la prevenzione per i runner

Tendine d’Achille: la guida per la prevenzione per i runner

La tendinopatia achillea è una problematica comune tra gli atleti caratterizzata da dolore, gonfiore, rigidità e debolezza del tendine d’Achille. Se non viene diagnosticata e gestita correttamente può diventare cronica e rendere difficile anche la più semplice delle attività quotidiane. Piccoli accorgimenti possono essere utili per prevenire il rischio di degenerazione e rottura e godersi al meglio l’attività sportiva.

 

La tendinopatia del runner

La tendinopatia achillea o tendinopatia del runner è una condizione muscolo-scheletrica caratterizzata dall’infiammazione e della degenerazione del tendine d’Achille, ossia la struttura tendinea che collega i muscoli del polpaccio al calcagno. La tendinopatia achillea colpisce circa 6 persone su 100 almeno una volta nella loro vita. Corridori amatoriali, sportivi assidui o atleti che sollecitino particolarmente il tendine d’Achille sono i soggetti più vulnerabili. Lesioni ripetute e conseguenti a un processo degenerativo possono portare alla rottura del tendine d’Achille (1).

 

La differenza tra tendinite e tendinosi

La tendinite è l’infiammazione acuta del tendine e risulta da micro-strappi che si verificano quando il tendine viene sovraccaricato con una forza di trazione elevata o improvvisa. La tendinite è ancora una diagnosi molto comune, anche se ricerche dimostrano che spesso ciò che si pensa sia tendinite è di solito tendinosi. Con una cura adeguata, l’attacco acuto cessa in un breve periodo di tempo (2).

La tendinosi è una degenerazione del collagene del tendine in risposta al suo uso in maniera errata ed eccessiva sul lungo periodo: quando lo sforzo è ripetuto, senza dare al tendine il tempo di guarire e riposare (es: lo sportivo non osserva il riposo raccomandato dal medico) o in caso di una terapia inadeguata o non eseguita correttamente (es. lo sportivo non si sottopone ad un ciclo di fisioterapia completo), si ha una cronicizzazione del disturbo. Il trattamento della tendinosi riconosciuta precocemente può essere di circa 6-10 settimane tuttavia, se non viene diagnosticata e gestita correttamente, può cronicizzare e richiedere fino a 3-9 mesi, rendendo difficile anche la più semplice delle attività quotidiane (2).

 

Quali sono i sintomi della tendinopatia achillea?

  • Dolore bruciante in corrispondenza del tendine colpito, che peggiora durante e dopo l’attività fisica;
  • Gonfiore e rigidità;
  • Ispessimento del tendine;
  • Edema e gonfiore localizzato;
  • Indebolimento muscolare;
  • Limitazione delle capacità motoria della caviglia;
  • Formazione di un nodulo formato da tessuto cicatriziale;
  • Calcificazione ovvero formazione di speroni ossei;
  • Rumori articolari, scricchiolii durante il movimento o al tatto;
  • Schiocco (si avverte in caso di rottura del tendine);

 

Raccomandazioni per la tendinosis

  • Ci sono vari altri approcci per gestire questa condizione e differiscono a seconda della gravità dei sintomi. In linea generica, Il trattamento e le raccomandazioni per la gestione del tendine d’Achille includono (2):
  • Il Riposo. È importante interrompere l’attività sportiva per qualche giorno, almeno finché non scompaiono i sintomi.
  • Lo stretching. Allunga l’unità muscolo-tendinea, riducendo la tensione posta sul tendine durante l’attività fisica.
  • L’applicazione del ghiaccio. Il ghiaccio provoca vasocostrizione. Si consiglia di usarlo per 15-20 minuti più volte al giorno e dopo aver svolto attività che sforzano il tendine.
  • Le sessioni di fisioterapia. Esercizi, massaggi, laser e ultrasuoni risultano utili per recuperare la funzionalità del tendine.
  • L’assunzione di farmaci antinfiammatori. Ibuprofene, diclofenac o aceclofenac.

 

È possibile prevenire la rottura?

Per contrastare la cronicizzazione del disturbo e la rottura del tendine, integrazioni nutrizionali risultano un valido alleato sia in via preventiva che in caso di episodi acuti (2,3). Studi clinici dimostrano che l’integrazione orale di nutrienti come collagene, arginina, MSM, vitamina C, bromelina ha un potenziale ruolo benefico nella guarigione dei tendini, abbassando il dolore dovuto alla tendinopatia (3,4) grazie alle proprietà antinfiammatorie e trofiche. Eccone alcuni esempi:

  • La vitamina C oltre all’effetto antinfiammatorio e antiossidante, aiuta nella produzione di collagene stimolando la sintesi di idrossiprolina del procollagene e la maturazione delle fibre del collagene (5).
  • Il Metilsulfonilmetano (MSM) è un donatore di zolfo naturale con efficaci proprietà analgesiche e antinfiammatorie. Il suo uso ha dimostrato di essere efficace e rapido nel ridurre il dolore, il gonfiore e migliorare la capacità funzionale delle articolazioni e dei tendini (6).
  • Il Collagene è fondamentale a livello dei tendini, ne costituisce dal 95 al 99% della struttura. Aumenta la resistenza al tendine, ricoprendo così un ruolo di primaria importanza per la corretta funzionalità e per la ripresa in caso di affaticamento o alterazione strutturale (5).
  • Gli aminoacidi son fondamentali per la formazione delle proteine. Aminoacidi come L-Arginina e la L-Lisina contribuiscono alla formazione del collagene oltre a supportare il recupero del tessuto danneggiato. La L-arginina è un aminoacido essenziale che produce ossido nitrico (NO), un fattore cruciale nel processo di guarigione dei tendini (5).
  • La Glucosamina Cloridrato e il Condroitin solfato sono glicosamminoglicani con attività viscoelastica presenti a livello della cartilagine e giunzioni tendinee. Sono utili per aumentare la sintesi del collagene e migliorare le proprietà meccaniche del tendine (5).
  • La Bromelina è un enzima proteolitico presente nel gambo dell’ananas, pianta nota per l’azione antiedemigena e antiossidante (5).

 

 

 

 

Bibliografia

1. http://www.nhs.uk/conditions/Tendonitis/Pages/Introduction.aspx
2. Bass E. Tendinopathy: why the difference between tendinitis and tendinosis matters.Int J Ther Massage Bodywork. 2012;5(1):14-17.
3. Qiu F, Li J, Legerlotz K. Does Additional Dietary Supplementation Improve Physiotherapeutic Treatment Outcome in Tendinopathy? A Systematic Review and Meta-Analysis. J Clin Med. 2022 17;11(6):1666.
4. Gumina S, Passaretti D, Gurzì MD, Candela V. Arginine L-alpha-ketoglutarate, methylsulfonylmethane, hydrolyzed type I collagen and bromelain in rotator cuff tear repair: a prospective randomized study. Curr Med Res Opin. 2012 ;28(11):1767-74.
5. Fusini F, Bisicchia S, Bottegoni C, Gigante A, Zanchini F, Busilacchi A. Nutraceutical supplement in the management of tendinopathies: a systematic review. Muscles Ligaments Tendons J. 2016;6(1):48-57.
6. Butawan M, Benjamin RL, Bloomer RJ. Methylsulfonylmethane: Applications and Safety of a Novel Dietary Supplement.Nutrients. 2017;9(3):290.