HPV: quesiti, dubbi e risposte

Human Papilloma Virus: quesiti, dubbi e risposte

Prof. Giovanni Miniello
Ginecologo e Sessuologo
Visiting Professor di Colposcopia e Microscopia Diretta
Trainer dell’International Agency for Research on Cancer
Consulente Internazionale per le Nazioni Unite

Il papilloma virus (Human Papilloma Virus o HPV) è un gruppo di virus che raccoglie ben 200 ceppi o genotipi a basso rischio (LR) e ad alto rischio (HR) di cancro o carcinoma del collo dell’utero. L’HPV è responsabile di una delle più diffuse malattie sessualmente trasmesse.
I diversi ceppi sono connotati da un numero. L’HPV 16 e 18, per esempio, sono responsabili del 70% dei casi di cancro della cervice uterina, la quarta più comune neoplasia che interessa le donne di tutto il mondo.
Il papilloma virus infetta anche la pelle e le mucose di vari distretti. Nella maggior parte dei casi l’HPV non è dannoso ma in alcune circostanze più rare può causare lesioni tumorali peniene, della vulva, vagina, ano, bocca e faringe.
Una svolta epocale nella prevenzione primaria di questa infezione è rappresentata dall’introduzione del vaccino.
Al fine di fornire informazioni dettagliate senza indugiare in prolisse relazioni scientifiche, lontane da una più efficace comunicazione divulgativa, abbiamo scelto di articolare questo scritto in domande e risposte, sperando di aver scelto i quesiti più ricorrenti, nell’intento di fugare i dubbi e soprattutto le angosce.

 

Quanto è diffuso l’HPV?

Circa l’80% della popolazione sarà infettato da uno o più genotipi del virus nell’arco della propria vita.

 

A che età ci si può infettare con il papillomavirus?

Qualsiasi individuo può contrarre l’infezione, indipendentemente dall’età. E’ opportuno precisare che il virus si può trasmettere con un semplice contatto mano-genitale, genito-genitale o un rapporto oro-genitale, senza che sia necessario un rapporto sessuale. Quindi il rapporto sessuale completo non è indispensabile per contrarre l’infezione.

 

Il Papilloma virus colpisce solo le donne?

Anche se una casuale scoperta dell’infezione virale può ingenerare giustificati sospetti, non è necessariamente la conseguenza di un tradimento. Infatti, anche l’HPV come tutti gli altri virus, può rimanere nascosto sulla pelle o sulle mucose ano-genitali per molto tempo dopo averlo contratto. Così, anche a distanza di anni, può manifestarsi con condilomi o verruche ano-genitali e lesioni rilevabili mediante la colposcopia.. Scoprire quindi l’infezione significa soltanto che la si è contratta per via sessuale ad un certo punto della propria vita.

 

Avere verruche genitali significa che prima o poi si svilupperà un cancro?

Le verruche genitali o condilomi rappresentano l’infezione sessualmente trasmessa più diffusa al mondo. Fortunatamente queste formazioni sono causate da ceppi a basso rischio come il 6 e l’11.

 

Dopo aver contratto un genotipo di HPV, quando il virus si negativizza si ha una immunità verso gli altri ceppi?

La negativizzazione di un genotipo non fornisce l’immunità verso gli altri ceppi, né tantomeno nei confronti del virus negativizzato. Anzi, i virus ripetuti, cioè contratti nuovamente, sono risultati i più pericolosi per lo sviluppo di neoplasie della cervice uterina.

 

Con la negativizzazione dell’HPV si è assolutamente sicuri che il virus sia scomparso?

Purtroppo, no perché in alcuni casi il papilloma virus rimane dormiente e sfugge alla ricognizione dell’HPV test eseguito con un tampone montato in vagina o in occasione del PAP test. È bene precisare che il papilloma virus può persistere nella regione anale dove non trova l’ostilità dell’ambiente acido tipico della vagina e dove un HPV test non è attendibile. Qualsiasi condizione di calo delle difese immunitarie, come malattie, interventi chirurgici, stress o trattamenti farmacologici, può riattivarlo.

 

Come si spiegano alcuni risultati di PAP test positivi con lesioni pretumorali di basso o alto grado pur in presenza di HPV test negativi?

Questa situazione, tutt’altro che eccezionale, può verificarsi in presenza di ceppi latenti che conservano tuttavia il loro potenziale dannoso sulle cellule.

 

Il partner maschile può essere portatore asintomatico del papillomavirus?

È stato dimostrato che in una percentuale variabile dal 13 all’88% il maschio asintomatico ospita il virus sul prepuzio del glande.

 

È possibile sapere se il partner maschile è portatore dell’infezione virale sul pene?

L’HPV test effettuato sul pene non è attendibile perché spesso il test dà un esito falsamente negativo.

 

L’uso del profilattico assicura la protezione dal papillomavirus?

Il preservativo è molto efficace contro infezioni sessualmente trasmesse, come HIV, Chlamydia e gonorrea. Il condom non è invece efficace nel prevenire l’infezione da HPV e da Herpes virus, anche se riduce notevolmente la carica virale. Questo è dovuto al fatto che i profilattici non sono una barriera infallibile per contenere il virus. Inoltre, la trasmissione può avvenire anche attraverso il contatto di regioni che non sono coperte dal preservativo come vulva, ano, perineo, base del pene, scroto, nonché la pelle. Sfortunatamente, all’infuori dell’astinenza, limitare il numero dei partner sessuali e l’uso del condom non offrono una completa protezione.

 

Il papillomavirus può alterare la fertilità o essere pericoloso per una gravidanza?

L’HPV può generare anticorpi anti-spermatozoi che ne rallentano la motilità (astenospermia), causando una ridotta fertilità maschile. Se una donna è HPV positiva c’è una maggiore probabilità di avere aborti spontanei e rottura prematura delle membrane amniotiche. Inoltre, il papilloma virus può causare disfunzione della placenta con conseguente parto prematuro e può influenzare negativamente il potenziale di sviluppo dell’embrione.

 

Avere il papilloma virus significa che si svilupperà un cancro del collo dell’utero?

La maggior parte delle infezioni da HPV ad alto rischio si risolve spontaneamente entro 1-2 anni ma nel 5-10% delle donne infette, l’infezione persiste e può sviluppare circoscritte lesioni pre-tumorali, progre
ssivamente ingravescenti, note con il nome di displasie o con l’acronimo di CIN. Anche in questo stadio le displasie, distinte in L-SIL (displasia di basso grado che si identifica con la CIN 1) e in H-SIL (displasie di alto grado che comprendono la CIN 2, CIN 3 e il carcinoma in situ). Se le displasie non vengono riconosciute con l’ausilio del Pap test e della colposcopia e rimosse, possono lentamente evolvere in una lesione tumorale. Per fortuna questa evoluzione neoplastica richiede diversi anni e persino decenni. Diversamente dagli altri cancri, il carcinoma del collo dell’utero ha una maggiore probabilità di svilupparsi tra giovani donne dai 20 ai 45 anni, rispetto alle donne più anziane.

 

Dopo un intervento di escissione chirurgica per displasia si è ancora infetti dall’HPV?

La rimozione di cellule displastiche non vuol dire liberarsi dal virus. Inoltre bisogna considerare che il partner può continuare ad essere un focolaio di infezione. E’ altresì importante sottolineare che un nuovo partner può essere esposto all’infezione di quei tipi virali che hanno causato la displasia.

 

Quali sono i sintomi dell’infezione?

Esistono genotipi a basso rischio di cancro e altri ad alto rischio. Ciascun ceppo è connotato da un numero. I genotipi a basso rischio 6 e 11 causano i cosiddetti condilomi, formazioni verrucose visibili a carico della cute ano-vulvare e delle mucose. Per quanto riguarda i ceppi ad alto rischio che causano le displasie, persino a questo stadio la donna non avverte alcun sintomo e può ignorare di essere infetta. Anche una donna che ha un solo partner può essere ignara di aver contratto l’infezione virale perché il papillomavirus in casi più rari può persistere per anni.

 

Se un individuo è infetto da HPV può essere interessato anche l’ano?

L’infezione genitale da HPV, sia maschile che femminile, non necessariamente interessa le cellule che rivestono la regione perianale e il canale anale. L’ano può infettarsi per contiguità con la regione genitale o in corso di rapporti sessuali, anche se solo esclusivamente genitali. Sfortunatamente non esiste un HPV test per investigare le cellule della regione anale, ma un’accurata anoscopia, con l’ausilio di un reattivo come l’acido acetico, può far sospettare l’insorgenza di displasie anali.

 

Se un individuo è infetto da HPV può essere interessata anche la bocca?

Il papillomavirus non viaggia in altre parti del corpo, ma la cavità buccale può essere infettata attraverso un rapporto oro-genitale. Al momento, anche per la bocca non esiste alcun test per rivelare la presenza dell’HPV.

 

Si può trasmettere l’HPV con un bacio?

Un contatto superficiale con le labbra non è solitamente infettante, ma il virus può essere trasmesso con un bacio “a bocca aperta”, detto anche French kissing.

 

Una gravida infetta può trasmettere il papillomavirus al nascituro?

Anche se è una condizione non comune, la mamma può trasmettere l’infezione al neonato.

 

Se una donna è portatrice di papilloma virus può partorire per via genitale?

L’infezione da HPV non costituisce una indicazione per il taglio cesareo, quindi si può
partorire spontaneamente.

 

Nel caso si è portatori di papillomavirus, si possono contagiare i conviventi usando gli stessi servizi igienici o mettendo la biancheria intima a lavare con gli indumenti degli altri?

Il papillomavirus si trasmette soltanto per contatto diretto da un individuo infetto all’altro, anche senza un rapporto sessuale completo. Pertanto, l’utilizzo in comune dei servizi igienici o le diverse modalità di lavaggio della biancheria appartenente ad un individuo infetto, non comportano alcun rischio di contagio.

 

Il Pap test può rilevare la presenza del papillomavirus?

Il Pap test rivela le alterazioni cellulari, non la presenza dell’HPV, per cui un Pap test negativo non esclude la presenza del virus, ma indica che una eventuale infezione virale da HPV non ha causato modificazioni delle cellule che rivestono la vagina e la cervice.

 

Esistono diversi tipi di vaccino contro l’HPV?

Tre tipi di vaccini HPV sono stati introdotti sul mercato: il vaccino quadrivalente (contro 4 tipi di HPV) nel 2006, il bivalente (contro 2 tipi) nel 2007 e il nonavalente (contro nove tipi) nel 2014.

 

Il vaccino protegge da tutti i genotipi virali?

Il vaccino nonavalente in commercio non protegge da tutti gli oltre 150 tipi di HPV ad alto rischio esistenti ma dai ceppi che causano il 71-90% dei casi di carcinoma cervicale e sino al 90% dei condilomi. Per tale ragione, le persone vaccinate non devono sentirsi completamente immuni dal papilloma virus, anche perché non sono rari i casi di infezione da genotipi di HPV per cui ci si è vaccinati. Di conseguenza lo screening periodico con il Pap test va effettuato sia sulle donne non vaccinate che su quelle vaccinate.

 

Esiste una terapia contro il papilloma virus?

Come per la gran parte delle infezioni virali, non esiste una terapia specifica per l‘HPV. In commercio sono disponibili vari prodotti non farmacologici, in forma di gel e ovuli vaginali e spray per la pelle e le mucose, che stimolano la risposta immunitaria, in concomitanza con un’azione riparatrice e rigeneratrice delle mucose genitali. Tra questi ricordiamo il β-glucano che è un componente della parete di diversi microrganismi.